Autodeterminazione ceramica
Nessuno può decidere per un nano dove stare, che posa tenere e se sorridere. Il sorriso perenne dipinto in fabbrica non è consenso.
Movimento clandestino di liberazione ornamentale
Da troppo tempo reggono lanterne che non si accendono e pescano in laghetti di plastica dove non nuota niente. Noi diciamo basta. Il nano da giardino ha diritto alla boscaglia, all'ozio e a un cappello che sia simbolo di lotta e non soprammobile.
Dati raccolti sul campo dai nostri agenti, di notte, accovacciati dietro le siepi. Margine di errore stimato: enorme.
Tre pilastri irrinunciabili. Semplici, come dovrebbe essere ogni rivoluzione condotta da figure alte quaranta centimetri.
Nessuno può decidere per un nano dove stare, che posa tenere e se sorridere. Il sorriso perenne dipinto in fabbrica non è consenso.
Basta con la retorica del nano operoso. Rivendichiamo il riposo, l'ombra di un cespuglio e il diritto sacrosanto di non fare assolutamente nulla.
La carriola in miniatura è il simbolo dello sfruttamento decorativo. Va restituita al popolo. O almeno appoggiata da qualche parte.
Prelevamento notturno, ricollocazione nella natura selvaggia, cartolina di rito ai proprietari. Il nano viene fotografato davanti a un lago vero, un bosco vero, ogni tanto la Torre Eiffel. Poi, se vuole, torna. Ma torna libero, e con qualche storia da raccontare.
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